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venerdì 16 marzo 2012

Il passaggio del mare



L'AT ebraico nei testi di Esodo non usa mai il termine 'mar rosso' ma usa l'espressione yam suf, che va tradotta 'il mare delle canne' o 'mare dei giunchi'. Il testo principale per l'identificazione del Mare dei Giunchi dovrebbe essere Es 13-15, ma purtroppo qui troviamo una serie di difficoltà poste dalla critica letteraria, che ancora non ha chiarito tutte le sovrapposizioni dei vari racconti biblici. In seguito alle differenti possibilità di tracciato, si possono indicare i luoghi seguenti: a) per chi segue l'ipotesi della via settentrionale il mare dei giunchi si trova o al Lago Manzale o al Lago Sirbonide; b) chi opta per l'ipotesi del percorso centrale identifica il luogo del miracolo con uno dei laghi lungo la frontiera tra Egitto e Sinai, vale a dire il Lago Timsah o il Lago Ballah; c) per chi accetta infine l'ipotesi del percorso meridionale le possibilità diventano i Laghi Amari o il Golfo di Suez.


 
Il medesimo episodio biblico rappresentato dal film di animazione 'Il Principe d'Egitto':

sabato 10 marzo 2012

Le ragioni del faraone



Mosè chiede un permesso al faraone perché gli israeliti possano celebrare una festa religiosa nel deserto. Il faraone la proibisce ed impedisce il viaggio, perché si ruberebbe tempo al lavoro ed alla produzione. Gli israeliti si lamentano perché si considerano buoni servitori del faraone. Invece egli li accusa di essere pigri, aggrava le loro condizioni di vita e nomina capi alcuni ebrei per rovinare la loro unità e solidarietà. Gli schiavi invocano Dio, chiedendogli salvezza; ma quando Mosè li incoraggia a liberarsi, non vogliono correre rischi e resistono al disegno di Dio; la fede è rischiosa e la libertà è una responsabilità molto impegnativa! Mosè invoca il Signore, che lo assicura del trionfo completo e fortifica la fede del suo popolo. Dio è in ogni luogo, ma il popolo potrà avere la gioia di essere il primogenito del Signore solo nella libertà e nella coscienza della propria dignità. Il racconto delle dieci piaghe dell'Egitto è scritto con un genere letterario epico, noto per gonfiare fatti e numeri, a scapito della precisione storica. L'autore biblico descrive le piaghe come una pressione di Dio sul faraone affinchè lasci uscire dall'Egitto gli Israeliti. Secondo alcuni studiosi le prime nove piaghe sono fenomeni naturali in Egitto, però descritte come causate da Dio. L'acqua del fiume NIlo che si trasforma in sangue, ad esempio, corrisponde al modo in cui l'acqua diventa rossiccia per il trascinamento di fanghi accumulati e per microrganismi, tanto da essere imbevibile. Questo tipo di lettura detta 'concordista', che cerca cioè di mettere d'accordo i dati del testo biblico con eventi naturali o fenomeni scientifici, rischia però di farci perdere di vista il valore teologico di questi racconti (Es. 7-10). Le piaghe sono il segno dell'intervento di Dio per liberare gli Israeliti dalla schiavitù. Dio è con noi e vuole liberarci da tutto ciò che impedisce il nostro sviluppo umano e cristiano.

mercoledì 7 marzo 2012

Il roveto ardente

Il roveto è simbolo della rivelazione di Dio (Es. 3,1ss.). Dal roveto Dio rivela a Mosè il suo nome, YHWH, 'Io sono Colui che sono'. Questo simbolo rappresenta l'amore inesauribile di Dio per l'uomo. Un amore che brucia senza consumare. In questo modo YHWH si rivela come colui che dipende unicamente dalla propria divina libertà  di essere Dio e non dalle definizioni, dagli schemi e dai desideri degli uomini. Conoscere il nome di una persona significa conoscerla ed essere in rapporto con lei.

 

Mosè, un uomo che non sopporta le ingiustizie

martedì 6 marzo 2012

Schiavitù in Egitto

Gli israeliti soffrivano l'oppressione e lo sfruttamento degli egiziani e il faraone ordinò di uccidere i loro figli per evitare che continuassero a crescere e ad acquistare potenza. In Es. 1,8-22 si può osservare la condotta del faraone e delle levatrici. Esse rispettano più Dio che il faraone e lasciano vivere i bambini maschi, contro gli ordini del potente. La vita è un dono di Dio e Lui, come Signore della vita vuole che la apprezziamo e la portiamo alla perfezione.

 

mercoledì 31 marzo 2010

La Cena Pasquale Ebraica


La festività di Pesach (o Pasqua ebraica) cade in quest'anno 2010 dal 30 marzo al 6 aprile. Proprio ieri sera, al culmine del primo plenilunio di primavera, gli ebrei di tutto il mondo hanno inaugurato tale festa con la celebrazione del più ricco tra tutti i pasti ebraici che segue un ordine (seder) ben preciso, che la tradizione rabbinica ha stabilito in 14 riti, ma che possono essere sintetizzati in 3 momenti particolari. All'inizio, abbiamo un lungo momento simbolico-rituale in cui si rivive e si spiega il significato perenne della notte pasquale; al centro, troviamo la cena vera e propria, consumata nell'abbondanza e nella gioia e, infine, altri momenti simbolico-rituali in cui prevale il ringraziamento e il canto. Al seguente link lo schema della celebrazione con la descrizione dei vari momenti.