mercoledì 5 dicembre 2012
Buon Natale
Buon Natale a te che vieni dal nord
porta in dono la serenità
cogli al volo l’opportunità
di sentire qualcosa dentro te
Buon Natale a te che vieni dal mare
apri il cuore a chi non ce l’ha
anche a chi per colpa del mare
non la smette di far la guerra che fa
a chi ha scritto le canzoni
a chi ridere ci fa
a chi sbaglia le opinioni
e che si correggerà
a chi non ha molti amici
e che gli amici troverà
Buon Natale, Buon Natale
Buon Natale a te che vieni dal sud
porta il sole a chi non ce l’ha
il profumo e il colore del mare
che ci bagna di felicità
Buon Natale a te che vieni dal freddo
porta un po’ d’aria nella mia città
il coraggio di un bell’ideale
per non essere buoni solo a metà
A chi vive senza condizioni
a chi sente la libertà
a chi stringe le tue mani
e che sempre le stringerà
Buon Natale a chi non mente
perché gli occhi belli avrà
Buon Natale, Buon Natale
Buon Natale a te che vieni dal nord
Buon Natale a te che vieni dal sud
Buon Natale a te che vieni dal mare
Buon Natale anche a chi Natale non fa
Buon Natale a te che vivi lontano
e a parlarti che fatica si fa
prova allora a spedirci un pensiero
e un sorriso sono sicuro arriverà
A chi aspetta le stazioni
a chi il biglietto non ce l’ha
a chi viaggia dentro i sogni
e dove arriva non si sa
Buon Natale a tanta gente perché si sopporterà
Buon Natale, Buon Natale Buon Natale.
domenica 8 aprile 2012
Pasqua di Risurrezione: un augurio di Vita!
Fonte: http://cantalavita.com/2012/04/04/benvenuti-il-triduo-sta-per-iniziare-triduo-pasquale-2012-on-line/
sabato 7 aprile 2012
Sabato Santo: il silenzio della vita
Il Sabato che precede la resurrezione è segnato dal silenzio. Il grande silenzio della fede che trattiene il fiato, il silenzio della Chiesa-sposa che attende il suo Signore; il silenzio di chi resta paralizzato dalla morte; il silenzio della Parola che tace.
Quanto è lungo questo silenzio? Quanto durerà?
Nel tremendo silenzio di Dio tutta la creazione attende e geme… profondi sono i suoi lamenti, raggiungono gli abissi della terra e le altezze cosmiche dell’universo. Nel silenzio una voce grida: Vieni! E’ lo Spirito che grida. E’ la Chiesa che grida!
Vieni Signore dell’universo! Discendi, o Vita del mondo, nelle viscere della terra e spezza le catene, infrangi il chiavistello della morte e spalanca le porte del Regno della vita! – Questo significa entrare nel Sabato Santo… attesa feconda della Resurrezione.
Fonte: http://cantalavita.com/2012/04/04/benvenuti-il-triduo-sta-per-iniziare-triduo-pasquale-2012-on-line/
venerdì 6 aprile 2012
Venerdì Santo: dato per noi
La croce, la morte, il dono, l’amore… la radicale forza dell’amore: questo contemplano i nostri occhi! Qui, su questo Golgota non si può non comprendere ogni suo più piccolo gesto, ogni incontro, ogni parabola… qui davanti al nudo della croce, svetta Signore la totalità dell’amore. Non c’è più la potenza del miracolo, non la parola che riporta alla vita, non i venti, nè il mare placato… qui, nudo, resta il tuo sì nelle nostre mani. Qui, su questa collina, poco fuori Gerusalemme, si innalza non più solo un corpo ferito, qui, dove la morte ha fatto tacere la parola dell’uomo, parla il silenzio di Dio: silenzio che abbraccia la morte, silenzio che si fa presenza, silenzio che scende nelle più oscure profondità del peccato e ne scioglie ogni catena. Il centurione guarda sempre più consapevoli di aver ucciso un giusto. Scrutano i giudei quel legno maledetto dalla Legge sul quale pende colui che alcuni chiamavano Messia. Piangono le donne, raccogliendo il corpo di ogni figlio ucciso senza colpa. I discepoli… le folle… chi in lui aveva creduto pensa… “Dov’è quel Padre di cui ci hai parlato? Dove sei Dio se il tuo Santo ha assaporato il dolore innocente e la morte?”
Vive il Padre, nella sofferenza del Figlio. In lui la giustizia si è data a noi come fedeltà e non come vendetta e l’Amore ha svelato al mondo se stesso. Amore, perchè questo è il nome di Dio, quel nome proibito a ogni bocca, quel nome vietato alle generazioni, quel nome ha svelato se stesso nella fragile forza di un pezzo di pane, di un uomo consegnato, di un amico tradito, di un maestro abbandonato, di un Dio atteso e condannato.
Fonte: http://cantalavita.com/2012/04/04/benvenuti-il-triduo-sta-per-iniziare-triduo-pasquale-2012-on-line/
giovedì 5 aprile 2012
Giovedì Santo: amati fino alla fine
Poesia o prosa? Il giovedì santo: la lavanda dei piedi, il togliersi le vesti liturgiche per indossare un grembiule, in dodici radunati attorno ai nostri altari, lo spezzare come sempre, ma più di sempre il pane… tutto sembra riportare in vita quella breve sottolineatura dell’evangelista Giovanni: “Avendo amato i suoi, li amò fino alla fine”. E i biblisti ci dicono che in quel “fino alla fine” c’è l’estremo, c’è la morte, c’è la totalità del dono, c’è il compiersi di tutto quello che fino ad allora era stato detto attraverso i segni, i miracoli, le parole… tutto in quel “fino alla fine” sta per diventare imprescindibile realtà. Lui – Maestro nell’amare. Ciò che accade durante quella che la storia ci ha consegnato come l’ultima cena di Gesù con i suoi è perfettamente conosciuto da tutti noi. Fin da bambini ci viene raccontato, come una di quelle storie straordinarie che non possono essere ignorate. Tutti ci siamo entrati in quel cenacolo, fosse anche attraverso un dipinto, un affresco, una tela… perchè in fondo stare attorno a quel grande tavolo è bello, ci fa sentire in famiglia.
E’ così, che quasi sicuramente si saranno sentiti i discepoli di Gesù e le donne che lo seguivano. Quella cena era una cena importante per tutto Israele: era la cena della Pasqua, la cena in cui ogni figlio di Dio credente stava ritornando con il proprio cuore alla notte dell’uscita dall’Egitto, notte di liberazione, notte in cui Dio aveva cancellato ogni schiavitù, notte di salvezza. Ma quella notte fu notte nuova per tutta la storia. Notte nel cuore dei discepoli che davanti alle parole e gesti di Gesù non comprendono. Notte nel cuore di Giuda che consegna l’amico. Notte per un popolo che non riconosce il suo messia. Notte del sacerdote di Dio che non riconosce Dio. Notte nel cuore del Figlio che continua a fidarsi del Padre. E’ notte e nella notte sorge il nuovo comandamento: “Amatevi! Con la stessa intensità, la stessa forza, la stessa radicalità che avete visto in me. Amatevi, perchè vedendo, il mondo creda”. E’ notte, ma per quanto oscura, non può trattenere la nuova vita, custodita in quel seme che sta per morire nella terra. E’ notte, ma nel buio chi crede stringe le mani di colui che lo guida. E’ notte, e proprio perchè notte, più forte risuona la sua voce e penetra il cuore della storia, di ogni uomo e di ogni tempo: “Amatevi, come io ho amato voi, abbracciando la vostra fragilità, servendovi come amici amati, lasciandomi spezzare come si spezza un pezzo di pane per essere mangiato”. La notte, il dubbio, la paura, la violenza, la morte non impediscono all’amore di amare.
Continua a riflettere guardando la versione cinematografica dell'Ultima Cena dal film Gesù di Nazareth del regista Zeffirelli (1977): a) prima parte; b) seconda parte
martedì 27 marzo 2012
La pentecoste
La Pentecoste era una festa ebraica che si celebrava cinquanta giorni dopo la Pasqua e in essa si ricordava l’alleanza con Dio sul Sinai. Molti Giudei si recavano a Gerusalemme per celebrarla e per rafforzare la loro speranza nella promessa divina che Israele sarebbe stato il popolo di Dio per sempre. Il giorno di Pentecoste, dopo la Pasqua di Gesù, Dio rinnovò la sua alleanza in un modo tutto particolare: mandò lo Spirito Santo sugli apostoli per renderli capaci di continuare l’opera di Gesù. Luca negli Atti (At. 2,1-13) presenta lo Spirito attraverso i simboli del fuoco e del vento. Il fuoco simboleggia il suo amore, che ci spinge ad amare; il vento è incitamento ad agire.
mercoledì 16 marzo 2011
mercoledì 8 dicembre 2010
domenica 31 ottobre 2010
La festa di Tutti i Santi

Nei primi anni del VII secolo,a Roma, il papa Bonifacio IV (papa dal 608 al 615), ottenne in dono dall'imperatore orientale Foca il famosissimo tempio pagano costruito intorno al 27 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, più volte console ed anche genero di Augusto. Uno dei nomi dell'edificio era Pantheon, tempio di tutti gli dei del paganesimo. Il giorno 13 maggio dell'anno 609, il clero romano entrò solennemente nel tempio, precedendo papa Bonifacio che celebrò il rito della consacrazione. Il tempio fu da lui dedicato alla Vergine Maria ed a tutti i martiri. Con questa solennità romana agli inizi del VII secolo, nasce di fatto la festa di Tutti i Santi. Nei primi tempi la festa è quasi soltanto dei romani, gradualmente la accolgono con favore i fedeli di ogni paese: e nel IX secolo il papa Gregorio IV la estende a tutti i santi, anche non martiri, stabilendone poi la data al 1° novembre. "I santi hanno un segreto: sono misteriosamente contemporanei di ogni generazione perché sono radicati nell’eterno di Dio". Mi piace molto questa frase di Giovanni Paolo II: ci aiuta a ricordare che i santi sono uomini e donne come noi, Vangelo incarnato, maestri di umanità, fratelli e sorelle che ci guidano nel cammino verso la santità, a cui tutti i battezzati sono chiamati.
Dolcetti, scherzetti & affaroni...

(fonte: Popotus)
mercoledì 31 marzo 2010
La Cena Pasquale Ebraica

martedì 5 gennaio 2010
Le loro reliquie a Colonia
Secondo la tradizione, nel IV secolo la regina Elena (madre dell'imperatore Costantino) trovò le tombe dei tre Magi e ne portò le ossa nella capitale Costantinopoli; di lì il vescovo Eustorgio le trasferì a Milano. Però nel 1164 l'imperatore Federico Barbarossa, che era in continua guerra con i Comuni lombardi e che due anni prima aveva conquistato il capoluogo, volle portarsele via. Nel medioevo le reliquie erano considerate oggetti molto preziosi e in particolare si pensava che quelle dei Re Magi avessero la capacità di rendere più forte ed autorevole il potere di chi le possedeva. Dunque l'arcivescovo Rinaldo di Dassel - con un viaggio di 1300 km in 43 giorni - le portò fino a Colonia (Germania), nella cui cattedrale si venerano tuttora. In questa città nel 2005 si é svolta la GMG, la prima di Benedetto XVI.
La Basilica di Sant'Eustorgio a Milano, dedicata ad Eustorgio I, eletto nel 343 nono vescovo di Milano: sulla cima del campanile della Basilica non c'è una croce ma una stella ad otto punte, la stella dei Magi, per indicare la presenza delle loro reliquie, oggetto da sempre della devozione dei fedeli.

