mercoledì 17 febbraio 2016

I cappellani militari durante la Grande Guerra




I cappellani militari, o “soldati di Dio” come qualcuno li ebbe a definire, furono a tutti gli effetti tra le figure più importanti e significative della Grande Guerra. I soldati trovavano nel proprio cappellano un prezioso confidente, un ponte tra l’orrore della guerra e i ricordi della propria terra o della propria famiglia; una speranza tra la violenza e la morte. Grazie alla figura del cappellano, il soldato poteva sentirsi al riparo dai turbamenti che la guerra procurava. Il richiamo alla dimensione religiosa era spesso in grado di attenuare o perfino annullare i sentimenti negativi.
da RAI STORIA

martedì 16 febbraio 2016

La chiesa e i cattolici durante la Grande Guerra



3 settembre 1914: Giacomo della Chiesa, nominato cardinale di Bologna da soli 3 mesi, viene inaspettatamente eletto papa con il nome di Benedetto XV.  La guerra è alla vigila di una delle sue svolte decisive, la battaglia della Marna.  Da subito il nuovo pontefice denuncia la follia del conflitto e immediatamente si adopera per cercare di limitarne l’estensione e per promuovere le condizioni di un pace rapida, senza vincitori né vinti.  I suoi appelli restano inascoltati.  Nel frattempo il cattolicesimo italiano, in gran parte neutralista, non riesce a fare fronte comune con le altre forze contrarie all’intervento, socialisti e liberali giolittiani, per mantenere l’Italia fuori dalla guerra.  Nel filmato interviene lo storico Alberto Melloni.
da RAI SCUOLA

domenica 15 novembre 2015

Lo spot di Natale 2015 di John Lewis e la solitudine degli anziani



martedì 3 novembre 2015

L'acrobata (Chagall)

Annunciazione (Beato Angelico)

Il bacio (Klimt)

venerdì 16 ottobre 2015

Lazzaro (Subsonica)



Quando si parte per un viaggio, quando si comincia un'esperienza nuova, è indispensabile conoscere le risorse che si hanno a disposizione, 'le cose che ci portiamo dietro'. É utile, cioè, parlare della responsabilità 'riflessiva', quella nei confronti di se stessi; tutti devono conoscere le proprie qualità e i propri talenti; da lì devono partire per crescere, cambiare, affrontare la vita.
La canzone sembra riprendere metaforicamente il Vangelo attraverso la frase Alzati e cammina, spesso attribuita a Gesù e spesso in relazione alla risurrezione di Lazzaro, ma che in realtà non è mai stata effettivamente pronunciata. La citazione, però, anche se errata, è funzionale al senso complessivo: ciascuno di noi deve avere il coraggio e la forza di uscire dal 'guscio' ed affrontare la propria vita (Lazzaro, vieni fuori!) (Gv. 11,43).

Ecco il testo della canzone:

Alzati e cammina per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro stamattina
e resuscita un pezzo alla volta la volontà
ora che sei un’emozione scaduta
ora che sei una certezza tradita
ora che sei un’ambizione svenduta
chiuso nel tuo sepolcro
quello che avevi oggi non vale più
hai studiato, creduto, lottato e sofferto
c’era un sorriso negli occhi che non c’è più
col futuro qualcuno ha giocato d’azzardo

alzati e cammina per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà

ora che sei una protesta ammaestrata
ora che sei una carezza svogliata
ora che sei una speranza piegata
chiuso nel tuo sepolcro

alzati e cammina
per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà
un pezzo alla volta
un pezzo alla volta

ci hai creduto oggi c’è un più
hai discusso sprecato amato sofferto
un’ipoteca sulla tua dignità
sei un crudele silenzio delle notti insonni

alzati e cammina
per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà
un pezzo alla volta
un pezzo alla volta

c’era un volta non c’è più
mentre l’unica che resta davvero sei tu

(da Insegnare Religione, n. 1 2015/16, di Gabriella Cappelletti)