giovedì 6 febbraio 2014

Il grembo, custode della vita e del destino eterno


Non esisteva l’ecografia nel 1505, eppure gli occhi della fede avevano già esplorato il mistero della vita. Certo: quello è il secolo in cui uomini coraggiosi e assetati di conoscenza contrattano i cadaveri con i becchini, al fine di esplorare il mistero del corpo umano. Tra questi ci sono Leonardo e Michelangelo, ma non sono i soli. I fratelli Strueb (non è chiaro se Jacob o Hans), artisti tedeschi vicini alla tradizione agostiniana, realizzano una delle più straordinarie Visitazioni della storia dell’arte. Due donne s’incontrano, immerse nell’atmosfera dorata dei fondi medioevali. Dietro alla Vergine si scorge una montagna.
È la montagna di Giuda, dove vive la cugina Elisabetta, ma è anche simbolo di quel Dio d’Israele che, apparso sul monte Sinai a Mosè, ora si sta rivelando al mondo intero in un volto umano. Dietro a Elisabetta, invece, c’è una casa. Lei è la donna del Patto, la donna della Casa d’Israele, da lei uscirà quell’Elia che i profeti avevano promesso, appunto, alla casa di Giacobbe: Giovanni Battista. Ed ecco le due donne, tese in un abbraccio sigillato nel tempo che giunge fino a noi. Gli Strueb non potevano certo immaginare quale significato avrebbe assunto, nel XXI secolo, quella danza di neonati in seno alle due madri. Per loro la vita era tale fin dal concepimento e l’uomo era persona fin dalla primissima origine. Perciò disegnano dentro i due grembi materni non solo i futuri nascituri, ma anche il loro destino.

Cristo sta in piedi, circonfuso di gloria, quella gloria che aveva prima che il mondo fosse e che il Padre gli restituirà intatta dopo i giorni del dolore che lo attenderanno; l’altro invece è già in ginocchio, è già in adorazione di una Presenza. Il futuro Giovanni è solo un feto (e oggi a stento sarebbe riconosciuto persona), ma già compie la sua missione di Precursore, deputato a riconoscere il Verbo della vita. Il «grembo»(in latino sinus), nell’arte come in tutta la Sacra Scrittura, è luogo di vita: dal concepimento fino alla morte naturale. Anche il paradiso è identificato all’interno della Bibbia come un grembo: il seno di Abramo, luogo dove l’uomo ritorna, trovando compimento e pace.


fonte: Avvenire, rubrica Dentro la bellezza


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